Il più forte centravanti dello Staffolo!

Ferruccio Ratti
Ferruccio Ratti

Fra il 25 luglio e l'8 settembre 1943, si completa con toni anche da operetta, la parabola dell'Imperatore e del suo Duce. Nel paese però c'è poco da ridere! Tragici eventi si susseguono in tutta Italia, spaccata in due fra eserciti occupanti nonché fra sostenitori del vecchio regime da una parte e aspiranti al nuovo dall'altra. A difendere gli italiani non c'è più un esercito in divisa: "La divisa si sfasciò come una tenuta di vergogna e di morte, i fucili che ancora impugnavano non li sentivano più come onorevoli armi nazionali ma individuali arnesi da caccia o banditismo"scrisse Beppe Fenoglio in Primavera di bellezza. Anche Staffolo sarà segnato da episodi tristi che vedranno la morte di giovani del paese e di altre località vicine. Ma fra un momento e l'altro c'è sempre il tempo per una partita di calcio; si fa per stare insieme, per far finta che esista ancora un mondo normale in cui la competizione inizi con un fischio e finisca con un altro fischio e poi, ... tutti a bere insieme!

E' la primavera del 1944. C'è ancora una Associazione Sportiva Staffolo di cui il presidente è il commissario prefettizio Krüger Berti. Per giocare anche allora servivano soldi, per inteso qualche migliaio di lire. E allora inizia la sottoscrizione. Su un foglio compare la scritta a macchina: Raccolta fondi - Sistemazione campo, ma più in alto, in rosso "........ lo sport affratella". Sotto ci sono i nomi dei contribuenti: chi dona 10 lire, chi 20, alcuni arrivano a 100 e persino a 200 lire; Il Fronte della Gioventù elargisce 52 lire. Fra gli "oblatori" figura anche il dott. D'Alessio, futuro titolare delle inchieste sul calcio scommesse negli anni '70! Alla fine si arriva ad un totale di 1.835 lire. Buono, per sistemare il campo. E per il resto? Il falegname per le porte, la rigatura del campo, le reti per le porte, il frisillo per i numeri sulle maglie (ognuna diversa dalle altre). A tutto questo si provvede con gli incassi: ben 850 lire per la partita con il San Paolo (allora una frazione di Staffolo), 600 lire con il S.Maria Nuova, 812 lire nel match scapoli-ammogliati e, record d'incassi, 1.532 lire per la partita con Jesi. Solo che ospitare altre squadre ha purtroppo anche dei costi. Ai giocatori dello Jesi tocca pagare il pranzo e pure un rinfresco per un costo complessivo di 839 lire. Per quelli del S. Maria Nuova c'è il rimborso spese di 800 lire più un rinfresco da 138. I giocatori dell'Apiro come rimborso ottengono solo 350 lire ma, in più, pretendono 100 lire in vino.

Gioca bene lo Staffolo e diverte anche. Alla fine delle partite migliori c'è anche la cena alla Trattoria e Locanda "Ancona" condotti da Giuseppe Cimalacqua. Venti persone mangiano: pane, vino (7 litri) asciutte, polli e insalata, frutta e spendono (con il coperto e il servizio) lire 2.250. Ricevuta pagata e... spartita (fra i partecipanti) il 18 settembre 1944 (il fronte di guerra è passato, allegria!).

Ma chi è l'artefice di tante vittorie? Nel ruolo di centravanti, a buttar dentro la palla, lo Staffolo si permette il lusso di avere un professionista "straniero" (veniva da Legnano, città che si trovava nella R.S.I); il suo nome: Ferruccio Ratti, classe 1913. Ovviamente l'attaccante costa ... poco e vale la pena. A fine stagione si porta a casa, in premi, la cifra di 1.300 lire!

Ferruccio Ratti è un calciatore professionista che nella stagione 1943-44, a campionati di calcio fermi per motivi bellici, si trova ad Ancona dove gioca con l'Anconitana. Proviene da Legnano, (dove era nato il 26 febbraio 1913) e gioca nell'Anconitana per 4 stagioni (intervallate da una all'Atalanta). In tutto gioca ad Ancona 202 partite realizzando 8 goal! E' niente per un centravanti; abbastanza invece per uno che gioca sempre e solo nel ruolo di difensore e l'attaccante non lo ha mai fatto prima se non a Staffolo dove diviene un formidabile centrattacco dal gol facile. L'esperienza staffolana (come molti cittadini anconetani sfollò a Staffolo nel periodo in cui Ancona fu sottoposta ai bombardamenti alleati) gli giovò comunque, se non dal punto di vista economico, almeno da quello professionale: nelle due  stagioni (1953-55) in cui giocò poi nel Parma, realizzò in 64 partite ben 16 goal, che furono il frutto certamente dell'esperienza da centrattacco maturata a Staffolo!

Ferruccio Ratti finì la sua carriera nel Mantova, nella stagione 1956-57.