
Il gruppo, costituito nel 1971 al fine di recuperare e diffondere tradizioni popolari locali, altrimenti destinate a scomparire, vede attualmenteassicurata nel tempo la continuità grazie alla sua struttura aperta e soprattutto all'impegno dei suoi componenti nel tramandare ai "nuovi" quanto appreso. Nel rievocare i tradizionali incontri conviviali dei giorni di festa, delle grandi ricorrenze o al termine dei lavori campestri (mietitura, vendemmia, scartocciatura...) il Gruppo è giunto a proporre uno spettacolo vario e piacevole, nel rispetto dell'originalità del folclore locale, mediante l'attenta ricerca costumistica, musicale e coreografica ed il continuo esercizio nelle prove, alla ricerca costante di miglioramenti.
I costumi, documentati ed adottati, sono della seconda metà dell'800 quello di gala, lei con l'ampio nastro policromo appuntato sul corpetto, lungo sino all'orlo del grembiule di pizzo bianco, lui con copricapo a cilindro, corta giacchetta in panno nero ornata di cordoncini e ricami, calzoni attillati dello stesso tessuto; della fine 800 il più rustico, l'abito contadino dei giorni di festa, il più diffuso nella campagna marchigiana, piccole varianti a parte. Alla strumentazione originaria, organetto, cembalo e triangolo, che accompagnavano conti e balli sono state aggiunte fisarmoniche e chitarre che, senza snaturare la musica popolare, ne arricchiscono la sonorità e le qualità timbriche.
REPERTORIO
Balli strumentali
«Saltarellu marchigianu» (Ignoto)
«Furlana» (Ignoto)
«Polka strep» (Ignoto)
«I lancieri» (Ignoto)
Canti a ballo
«Gajnella» (Ignoto)
«Montagnola» (Ignoto)
«Serenata a cuntrastu» (Ginobili)
«Castellana» (Ignoto)
«Scartocciatura» (Ignoto)
«U telaru» (G. Parasecoli)
Canto
«L'urtulà» (Ignoto)
«Stornellata dispettosa» (Ignoto)
«U giocu del busso» (Ignoto)